Lev S. Vygotskij

Lev Semënovič Vygotskij (1896-1934), il grande psicologo russo degli inizi del novecento, poi definito “Il Mozart della Psicologia”, si occupò di arte e teatro, agli inizi della sua carriera. La “Tragedia di Amleto” risale al 1915-16, mentre la “Psicologia dell’Arte” fu conclusa nel 1925. In questi due volumi sono contenuti molti riferimenti al pensiero psicoanalitico, che testimoniano come Vygotskij fosse allora, positivamente, influenzato dalle idee di Freud. L’idea centrale del suo pensiero è che lo sviluppo della psiche viene guidato e condizionato dal contesto sociale, quindi dalla cultura del particolare luogo e momento storico in cui l’individuo si trova a vivere. Il mondo esterno provoca delle stimolazioni nella mente del bambino ed essa si sviluppa tramite “strumenti”, come il linguaggio, messi a disposizione dall’ambiente. Negli ultimi anni della sua vita, Vygotskij si occupò delle emozioni, tornando nell’ambito di quei temi affettivi che aveva analizzato, fin da giovanissimo, a partire da “La Tragedia di Amleto”.