Travestitismo e femminilità

La presenza dei travestiti è riportata fin nelle antiche cronache romane e greche. L’impulso di alcuni uomini ad abbigliarsi con abiti dell’altro sesso può collegarsi a diverse realtà mentali. Per alcuni il travestitismo è parte di una più generale tendenza al mutamento di sesso, ovvero al transessualismo. Altri, a orientamento feticista, provano piacere nell’utilizzare indumenti femminili. Certuni collegano l’abbigliamento femminile a fantasie masochiste. Una buona parte è costituita da omosessuali effeminati che gradiscono indossare abiti femminili.
La novità storica, partendo all’incirca dalla fine del secolo scorso, è costituita dall’ingresso di un vero e proprio esercito di travestiti nella industria della prostituzione. La loro diffusa presenza, sulle strade testimonia, per così dire, una positiva risposta del mercato. Ciò significa che una considerevole parte della clientela maschile che si rivolge al mondo della prostituzione, è attratta dalle caratteristiche del travestito. Per comprendere cosa cerchi un uomo nella figura del travestito, di cui conosce l’identità maschile, sotto le sembianze femminili, bisogna portare l’indagine al livello delle emozioni non coscienti, ovvero dell’inconscio. È ovvio ipotizzare la presenza di impulsi omosessuali, nei clienti dei travestiti. Sul piano psicoanalitico, in ogni individuo, in una certa epoca del suo sviluppo psicologico, si manifestano degli attaccamenti omosessuali. Ciò accade negli anni più giovani della vita. In questo ambito, evidentemente il concetto di sessualità non va limitato al funzionamento dell’apparato riproduttivo ma ad attività già presenti nell’infanzia, legate al soddisfacimento di bisogni fisiologici fondamentali e ad un vero e proprio atteggiamento mentale.
Proseguendo nello sviluppo adolescenziale, prevale l’eterosessualità e le tendenze omosessuali rimangono a livello inconscio. Ciò è parte del meccanismo di identificazione sessuale, in cui gioca un ruolo fondamentale l’identificazione psicologica del bambino con il genitore dello stesso sesso. Con questo, egli assimila anche le caratteristiche psicologiche relative alla sessualità del genitore e si trasforma, progressivamente, sul modello di quest’ultimo. Per motivi costituzionali e ambientali questo procedimento può realizzarsi in modo non adeguato. In tal caso, l’incontro con una donna, può divenire per il maschio, a livello più o meno inconscio, fonte di ansia.
La donna, con le sue stesse caratteristiche anatomiche, evocherà quei conflitti e quelle fantastiche paure che, nel passato, impedirono all’individuo la piena realizzazione della sua identità sessuale nella relazione col genitore. Si tratta del fenomeno alimentato dal meccanismo psichico che la psicoanalisi definisce “angoscia di castrazione”.D’altra parte, trattandosi di processi psichici, in cui regna il conflitto e la coesistenza tra fra gli opposti, tali paure potranno convivere con impulsi eterosessuali. Il travestito costituisce, per alcuni individui, un mezzo per placare lo scontro tra queste due tendenze. Le caratteristiche anatomiche maschili allontanano l’angoscia latente che alcuni uomini avvertono nell’incontro sessuale con una donna. L’abbigliamento e le movenze femminili dei travestiti aiutano il maschio, che ne è attratto, ad allontanare la percezione degli impulsi omosessuali latenti.
Il successo dei travestiti, sul mercato della prostituzione può essere stato favorito dall’emergere di un nuovo modello sociale della femminilità. Archiviati i ricordi del femminismo, le donne hanno saltato il fosso: dall’integrazione al sorpasso storico, scivolando impalpabilmente verso modelli maschili. Ovviamente, ciò è accaduto, come per altri fenomeni collettivi, secondo una geografia sociale e “dell’anima” a macchie di leopardo; ma con estrema risonanza. La pretesa ed esasperata femminilità dei travestiti, pur se è solo immaginata, costituisce una rassicurazione per coloro che, inconsciamente, percepiscono in modo minaccioso la nuova immagine sociale della donna.