2 thoughts on “Commento a: “La storia di un impostore alla luce della conoscenza psicoanalitica” di Karl Abraham

  1. francesca caddeo

    mi incuriosisce un attore impostore, che recita per necessità , accattivarsi la presenza e il consenso ma non l’applauso come consenso di un lavoro ben fatto , ma puro esibizionismo di se stesso , perversione nel voler mostrare un altro se stesso o chi poteva gratificare questa perversione istintuale da portarlo ad essere attore a vita e cioè un pubblico che stesse a guardarlo ed ascoltarlo, una perversione ha bisogno di una gratificazione ,ma una gratificazione non è preceduta da una perversione, perché si parla di impostore? in fondo lui era se stesso nonostante i meccanismi scelti per poterlo essere? quindi era un attore vero, inseguiva con con le sue mancanze psicologiche la realizzazione di se…può questo bastare per definirlo impostore e no attore di se stesso?

  2. Ho incontrato il nome di Karl Abraham leggendo nel 1962 il famoso libro in tre volumi del fedele Ernest Jones in ‘Vita e opere di Freud’, Mondadori, il Saggiatore. In precedenza avevo letto ‘La mia vita e la psicoanalisi’ , Casa Editrice Mursia. Non ho mai letto Karl Abraham anche se l’ho sempre considerato un decano della Psicoanalisi.
    Dunque, il sottoscritto, caratterialmente e quindi involontariamente e automaticamente cerca il compiacimento iniziale degli altri ma non per sottomissione o per ricevere niente in cambio se non la possibilità di crearsi in questo modo la condizione migliore per poi esprimersi liberamente e molto liberamente senza timori e senza paure. Cioè mi tocca fare questo strano giro per mettermi a mio agio. Ci convivo e non me ne accorgo quasi più. Io sono andato a 27 anni a lavorare a Milano , nel settore informatico, solo per essere ricevuto dal grande Cesare Luigi Musatti che a quei tempi non esercitava più, ma in compenso, dopo avere parlato con il prof. Renato Sigurtà in Via Corridoni, ha avuto la fortuna di fare per un paio di anni una terapia psicoanalitica con la brava Dott.ssa Edda Passuello Spagnolo. La terapia non ha cambiato niente dei miei sintomi ma ha ridotto a zero la sofferenza. Il che non è cosa da poco. Distinti saluti Romolo Cappola

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